Start!
A 18 anni cominciai a suonare in lungo e in largo per l'Europa incontrando tanta gente e tanti artisti e soprattutto raccogliendo quelle emozioni che un giorno sarebbero diventate delle mie melodie.
Facevo parte di un gruppo di musica etnica, eravamo sempre in giro a suonare, ricordo che in casa tornavo solo per il cambio di indumenti e poi di nuovo in viaggio.
Credo che all'epoca non fossi molto consapevole di quel momento della mia vita, tutto si svolgeva molto velocemente. La musica invadeva la mia vita, avevo pochissimi momenti da poter dedicare ad altro che non fosse la musica. Viaggi, concerti, dischi e ore e ore di studio sullo strumento e gli anni intanto volavano senza accorgermene. Durante un percorso di vita capita a tutti di avere degli imprevisti. E così capitò a me...
Avevo poco più di 22 anni e spesso mi capitava di stare un po' giù di corda, qualche piccolo malessere, emicranie, affaticamento, ma io e la mia famiglia pensavamo soltanto ad una carica di stress e niente più. Mia madre mi consigliò di farmi un'analisi completa del sangue.
Era una mattina d'estate, ero nel mio studio che mi preparavo per i miei prossimi concerti.
-“Andrea vieni in camera che devo parlarti.”
Mi chiamò mia madre.
Quando la guardai in volto mi resi conto che era lei a non stare bene, era più bianca di una colomba.
-“Hai una grave insufficienza renale, i tuoi valori sono tutti impazziti.”
Parlò senza neanche respirare.
Ero davvero incredulo, anche perché, a parte ogni tanto qualche malessere, continuavo a star perfettamente in piedi con le mie gambe portando a termine ogni impegno.
-“Dopo pranzo devi andare in ospedale a fare un ulteriore controllo del sangue.”
Continuò con un leggero filo di voce mia madre.
Dovevo cercare di non dar peso a ciò che stava accadendo,mio padre era diventato muto.
Dopo pranzo ci dirigemmo in ospedale dove un infermiere si premurò subito di farmi il prelievo, mi rassicurò dicendomi che era soltanto un ulteriore controllo e che dovevo star tranquillo.
Intanto ascoltavo i miei genitori nell'altra stanza che confabulavano, penso, con un medico. A parlare era sempre mia madre, mio padre credo stesse in un'altra dimensione.
Aspettammo nella sala d'attesa fino all'arrivo del responso...
Ricordo ancora quel momento, c'era tanto silenzio e l'unica cosa gradevole era l'aria condizionata: quel giorno era particolarmente caldo.
Ci fecero accomodare nello studio medico, io e mia madre ci sedemmo, mio padre rimase in piedi dietro a mia madre come se volesse darle protezione.
-“Purtroppo Andrea i tuoi reni sono alquanto capricciosi e non vogliono più lavorare.” Mi confidò la dottoressa.
Da quel giorno la mia vita non fu più la stessa, se prima era movimentata dalla musica ora lo sarebbe stata ancor di più con questa nuova storia.
La verità è che non sapevo niente ma proprio niente di ciò che mi stava accadendo, mi avevano diagnostico una grave insufficienza renale, per l'esattezza una “Sindrome di Alport”.
I miei giorni li trascorrevo in ospedale a far controlli, esami e quant'altro. Tutte cose che fino a qualche giorno prima non conoscevo, non immaginavo nemmeno cosa significasse il termine Creatinina, oppure Acido Urico e bla bla bla.
Nella mia adolescenza ho giocato a calcio per tanti anni, ho fatto anche la leva militare e tanti controlli del sangue, mai risultato niente di anomalo... in un attimo l'ingranaggio del mio
corpo chiedeva uno STOP,

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