Ottavo piano

 Un lungo corridoio mi accompagna verso il livello 8 nel reparto di nefrologia e dialisi. L'aria questa mattina è un po' più gradevole, sarà la pioggia che è scesa durante la notte.

 L'odore del caffè si propaga nella stanza mentre l'infermiera allaccia la mia vita alla macchina.

Le ore saranno 4 che serviranno a depurare meglio il mio corpo. Mirko seleziona la musica e tra un po' accenderà le lucine che danzeranno a ritmo di un quattroquarti sostenuto.

Ho pensato di scrivere questo diario per trascorrere al meglio il mio tempo, senza peccare di nessuna presunzione nel dover ostentare la mia situazione. Non sono uno scrittore, scrivo di getto, vi accorgerete di tanti sbagli ma spero che il messaggio sia chiaro. Se potessi portare qui in dialisi la chitarra vi farei ascoltare i brani ma non mi è possibile. 

Così come la chitarra, la scrittura potrebbe aiutarmi a sostenere questa esperienza che non è del tutta negativa.  Ho più coraggio, ho più tempo per me e per chi mi sta vicino, i miei passi sono più lenti per assaporare meglio il percorso, il mio tono di voce è più dolce, le parole non si aggrovigliano e le mie dita scorrono piacevolmente sulle corde della mia chitarra. 

Intanto cerco di definire meglio anche il mio programma dei prossimi concerti. Ho voglia di suonare, di incontrare gente, di trascorrere del tempo in macchina ascoltando un bel disco e scherzare con mia moglie. 

A proposito di dischi, c'è un brano che Mirko ha messo un attimo fa, "Giorni infiniti" dei Pooh... Vi lascio con una frase del brano 

"Sul palco della terra non c'è persona grande o piccola, anche gli ultimi che non vincono mai, non si fermano mai" 


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