Fermo, immobile

 Il tempo in dialisi è sempre fermo, o meglio si ha quella strana sensazione che il tempo si sia fermato. Forse è soltanto rallentato.

Quattro ore immobile in un letto di ospedale, neanche un libro mi è d'aiuto, spesso resta sul letto di fianco, con la speranza di sfogliare alcune pagine, ma niente.

Il cellulare potrebbe farmi compagnia, magari succede durante quelle volte in cui scrivo qualche rigo di questo blog, altrimenti nemmeno lui mi tiene compagnia.

Vorrei chiudere gli occhi e farmi un bel sogno e poi svegliarmi senza tubi collegati al mio corpo ecco, potrei provare a parlarne con i medici di somministrarmi del sonnifero, potrebbe essere una soluzione.

Non c'è niente che mi faccia passare in fretta il mio tempo in dialisi. Sembra quasi una punizione, quatto ore settimali della tua vita legato ad una macchina che a sua volta mi permette di vivere.

La mia vita gira attorno alla dialisi, ogni cosa che penso di fare devo programmarla in base a lei. A volte me ne dimentico, mia moglie mi guarda e, senza dirmi nulla mi fa capire, resto in silenzio.

Ogni giorno spiego l'importanza del tempo in musica ai miei allievi, seguire il tempo è importante per suonare correttamente un brano ma soprattutto per suonare insieme agli altri. Pensate ad un batterista che non riesce a scandire bene il tempo, è un disastro. 

Sono le 10:12, mi chiedono cosa preferisco nel panino, prosciutto, mortadella o salame. 

Prendo un po' di tempo 


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