Un nuovo inizio con la Dialisi
La radio canta Si può dare di più del trio Sanremese e l'infermiera sussurra qualcosa del tipo " Non ne scrivono più melodie così belle". Fa caldo e mi appresto a stendermi nel letto che mi accoglierà per circa 3h30.
Un incubo sparisce non del tutto, ecco che si presenta di nuovo, in silenzio, la dialisi.
Ho un tubicino o meglio catetere posizionato sul collo che si collegherà ad una macchina che fungerà da rene. Sarà la mia ancora, il mio guinzaglio, ciò che mi farà vivere e soffrire.
Avrei dovuto festeggiare 20 anni di trapianto tra alcune settimane, mi fermo a 19.
La sensazione è devastante.
Tornano in mente tanti ricordi e riaffiorano le paure.
Il dover rivivere tutto ciò che ho vissuto in passato è micidiale.
In un attimo anche gli odori tornano e sono talmente forti che ti penetrano, garze sterili, aghi, ambienti e anche l'odore del caffè si mischia con quello del farmaco.
Sono tornato indietro di 19 anni, stessi odori, stessi sguardi e anche le frasi, sono sempre le stesse frasi.
Giovedì 30 giugno 22

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